share
Scroll down

Articoli

HR: quale ruolo nella transizione ecologica?

HR: quale ruolo nella transizione ecologica?

Giovedì 12 maggio si è tenuto in Villa Guastavillani, una delle sedi di Bologna Business School, un importante momento di confronto organizzato da Piessepi e dall’associazione di categoria G.I.D.P. sul ruolo delle Risorse Umane nella Transizione Ecologica delle imprese.

L’Assessora del Comune di Bologna Anna Lisa Boni ha lanciato la sfida di Bologna Carbon Neutral. Il comune è stato da poco selezionato tra i 100 che dovranno guidare l’obiettivo della neutralità climatica in Europa e per farlo serviranno le persone, le competenze interne, la collaborazione tra ente locale e aziende.

Gian Luca Galletti, già ministro dell’Ambiente, si è concentrato sui risvolti della prossima direttiva europea. L’aggiornamento degli obblighi sulla Dichiarazione Non Finanziaria toccherà moltissime
imprese. Non sarà più possibile fare greenwashing e il tema della sostenibilità dovrà passare dal marketing a chi è coinvolto nei processi organizzativi.

Mauro Prestopino Global HR Director di Woolrich, ha ammesso con una provocazione il ritardo del mondo HR nella costruzione di un percorso di sostenibilità definito nelle aziende. Se chiedessimo a cento HR come agiscono nella direzione della sostenibilità probabilmente avremo cento risposte diverse.

Ludovico Bullini Orlandi, co-Direttore Scientifico del Master in HR & Organization di BBS, si è agganciato a questo problema spiegandolo da un punto di vista storico. Oggi abbiamo modelli di formazione riconosciuti sulla digitalizzazione perché da vent’anni studiamo il fenomeno. Possiamo però partire da un dato. Il coinvolgimento delle risorse umane appare in moltissime ricerche come la
leva chiave per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità in azienda.

Andre Bellagamba, Head of Strategic Program Lombardia Aerospace e Senior Partner Piessepi, partendo da strumenti come le certificazioni ha posto l’attenzione sulla necessità di collegare i grandi obiettivi in campo ambientale con quelli apparentemente “micro” vissuti ogni giorno le aziende, soprattutto le PMI. Per farlo, non basta ragionare per funzioni ma per processi, perché solo così la sostenibilità diventa programmabile e misurabile.

Il nostro amministratore unico Anna Rita Borraccetti, ha concluso la giornata con questa considerazione: “Credo che le sfide per la nostra categoria siano grandissime e necessitino un cambio di passo da parte di chi chiunque si occupi di persone. Pensiamo ai temi della diversity&Inclusion o alle nuove generazioni in azienda. Se non riusciamo presto a generare un cambio di mentalità a tutti i livelli sui temi della sostenibilità rischiamo di vedere aumentare il gap tra le aziende in grado di fare innovazione e quelle che non solo rimangono indietro, ma finiranno per uscire dal mercato!”

01.