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La sostenibilità ai tempi del coronavirus

La sostenibilità ai tempi del coronavirus

I cambiamenti spesso sono dettati dalla necessità e in alcuni casi, come in questo inizio del 2020, dall’emergenza. Il distanziamento obbligato e il lockdown in scena in Italia stanno mettendo sì a dura prova la socialità di tutti, ma anche e soprattutto il mondo del lavoro.

Il paese deve andare avanti anche a distanza, non può fermarsi del tutto per evitare il collasso e così il lavoro, dove possibile, si è dovuto trasformare: ecco allora lo smart working.

Lavorare da casa, lavorare a distanza, lavorare in modo intelligente. Diverse aziende anche prima di questo inaspettata epidemia fornivano ai propri dipendenti e collaboratori la possibilità di lavorare da casa una o due giornate a settimana. Molte sì, ma non tutte quello che avrebbero potuto farlo.

Servono computer portatili, cartelle condivise in cui riuscire a lavorare in rete, serve una mentalità nuova e sviluppata. E tutto è dovuto accadere in fretta e furia, all’inizio anche in maniera traumatica per qualcuno. Una tempesta lascia sempre delle scorie dietro di sé, questo nuovo approccio allo smart working può essere un’eredità positiva anche quando l’epidemia sarà sotto controllo.

LA SOSTENIBILITÀ

Attorno a questa nuova modalità di lavoro c’è un mondo, quello della sostenibilità. Tutti ne parlano, ne scrivono, ne elogiano l’importanza e cantano su giornali e siti aziendali quanto sia imprescindibile per le aziende di oggi sviluppare la sostenibilità. C’è un punto cruciale però da cui tutti fuggono, confusi e impauriti: che cos’è la sostenibilità?

OLTRE ALLO SMART WORKING C’È DI PIÙ

Innanzitutto è necessario partire dalla definizione di sviluppo sostenibile, ovvero la sviluppo che centra gli obiettivi del presente ma non compromette la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni.

Le aziende che parlano di sviluppo sostenibile dunque devono avere la forza, la capacità e la lungimiranza di agire su due fronti temporali differenti: il presente e il futuro, mai in contraddizione, sempre in cooperazione.

I tre cardini su cui deve fondarsi un corretto sviluppo sostenibile sono la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dell’ambiente. Tre punti chiave che sintetizzano alla perfezione lo spirito di un’azienda nel presente e l’atteggiamento che deve provare a sostenere per il futuro.

Per riuscire a portare avanti questo obiettivo ogni azienda deve innanzitutto comprendere quali sono gli obiettivi globali più vicini e conformi al proprio core business e alla propria organizzazione aziendale.

E Piessepi ha al proprio interno consulenti ed esperti che possono accompagnare i dirigenti di un’azienda in questo percorso graduale, senza sosta. Lo smart working, pratica associata dalla maggior parte dei professionisti alla sostenibilità è di certo un’iniziativa positiva che però non basta: lavorare da casa è la punta dell’iceberg di un processo di trasformazione aziendale che deve portarsi dietro un mondo intero.

L’AGENDA 2030

Nel settembre 2015 gli Stati membri delle Nazioni unite hanno adottato l’Agenda 2030 con 17 obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile. Dalla sconfitta della povertà alla parità di genere, dal consumo e la produzione responsabile fino alla riduzione delle disuguaglianze passando per pace, giustizia e istituzioni solide, fino al lavoro dignitoso e la crescita economica. Ogni azienda non deve centrare tutti gli obiettivi, ma deve capire quali sono quelli adatti alla propria attività scegliendo il campo in cui agire.

Le imprese italiane sono molto impegnate nella integrazione delle sostenibilità nella strategia aziendale, sia per ridurre i rischi che per creare valore condiviso. Sono sempre più consapevoli che il successo del loro business dipenda dalla concretezza e dall’impatto sociale dei loro progetti e dalla capacità di creare cultura della sostenibilità tra il personale.

Per ulteriori info: unric.org

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