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L’HEAD HUNTING AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

L’HEAD HUNTING AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

Per cominciare a correre bisogna sempre prendere la giusta rincorsa: anche in un momento di stallo apparente come questo nessuno può permettersi di stare fermo, ancora di più adesso che le aziende stanno ripartendo. Occorre guardare avanti, progettare, vedere il futuro anche se ancora non sembra esistere.

E questo è quello che stanno facendo le aziende più lungimiranti. Sul mondo è appena stato tolto il cartello con scritto Chiuso per Coronavirus e i reparti di risorse umane hanno la necessità di spingere forte anche nei loro processi di head hunting. Ancora più di prima chi si occupa di risorse umane non può sbagliare un colpo per far ripartire le aziende e il processo di selezione ha acquisito più importanza: tanto più le situazioni sono delicate, quanto più è necessario trovare persone qualificate.

COSA RENDE L’HEAD HUNTING VERAMENTE TALE

«Che cosa c’è in un nome?», si chiedeva William Shakespeare, interrogandosi sull’essenza delle cose. «Quel che noi chiamiamo rosa, anche se lo chiamassimo d’un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo», concludeva la sua riflessione. Nel mondo di oggi, schizofrenico e ridondante nella comunicazione, vale spesso anche il ragionamento contrario: le aziende narrano quello che fanno ma quasi mai come lo fanno, coprendo con frasi accattivanti processi invece carenti e superficiali. Le compagnie che si occupano di risorse umane e di consulenza riempiono spesso i propri siti con la definizione di head hunting, anche se poi il processo di selezione che mettono in atto è tutto meno che questo. Cosa rendere l’head hunting veramente tale? Quali sono le discriminanti che differenziano questo raffinato processo di scelta dei candidati da una mera selezione del personale?

All’interno di Piessepi la road map è chiara, e deve rispettare tappe e tempi precisi.

LA RICERCA

Anche per cominciare il giro del mondo il primo passo da fare è quello fuori dalla porta di casa, e così il punto di partenza è il briefing dell’azienda: bisogna ascoltare, capire, e non limitarsi ad applicare modelli pre-impostati. Dal briefing iniziale partono a cascata le altre fasi della ricerca: l’individuazione del target delle aziende, la creazione e pubblicazione di un annuncio e la scelta dei canali di ricerca adeguati. L’approccio integrato di Piessepi si modella in base ai casi, ma non può prescindere da questo percorso. Certo il dialogo con l’azienda è sempre costante: non è detto che la professionalità ricercata sul mercato esista esattamente come prevista e dunque bisogna essere pronti a cercare un ruolo affine e compatibile.

HEAD HUNTING

Solo a questo punto può partire la ricerca diretta, un ventaglio che si apre e si allarga per coprire la maggior superficie possibile. All’interno della ricerca vera e propria è importante tenere conto della giusta mappatura organizzativa, della survey retributiva da studiare con accuratezza massima e solo dopo tutto questo iniziare allo screening dei candidati. Analizzare le persone adatte alla posizione da ricoprire non è come collezionare figurine: occorrono la qualità, e i requisiti giusti, il resto passa in secondo piano.

SELEZIONE

Solo a questo punto arriva il momento dei colloqui, realizzati dai consulenti di Piessepi. In questa fase devono essere utilizzati i giusti strumenti diagnostici per arrivare a stilare un profilo quanto più completo ed esauriente di ogni candidato e decidere quali includere nella short-list da presentare all’azienda. A questo punto della selezione è necessaria una rigorosa operazione di check list: controllo delle referenze a livello professionale, panoramica sulla web reputation e anche la verifica dei titoli di studio e di specializzazione.

ASSUNZIONE

È in questa fase, e solo in questa, che l’azienda conosce i candidati selezionati da Piessepi, presentati e supportati da documenti, analisi e un profilo completo. In una fase così straordinaria come quella che stiamo vivendo i colloqui possono svolgersi in video conferenza. L’azienda può giocare una partita a carte scoperte, analizzando aspetti virtuosi e criticità, pregi e difetti di ogni persona che ha davanti. Dopo il feedback dell’azienda però il lavoro non è finito: Piessepi segue anche la fase di negoziazione del contratto e l’offerta al candidato.

Ogni processo di selezione che prescinde da queste tappe e che propone scorciatoie, tempi brevi e soluzioni facili non è quello in cui crede Piessepi. Ogni scelta è legittima, certo, ma allora non chiamiamolo head hunting.

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